Il Progetto dei Nuovi Uffizi
Restauro architettonico
Lo studio ha preso in esame le diverse possibilità di intervento: dalla riscoperta dell’originario impianto
vasariano, caratterizzato dal rigore degli intonaci e del mattonato
cinquecentesco, alla valorizzazione e al recupero dell’immagine ottocentesca,
con le decorazioni delle pareti, le pavimentazioni in grassello decorato a marmorino. La riflessione, che ha visto
momenti di vivace e costruttivo confronto, ha portato a individuare un criterio di intervento che non solo
fosse rispettoso della storia dell’edificio, ma che ne rendesse leggibile l’apporto decorativo legato all’uso
degli ambienti nelle varie epoche, vasariana, lorenese, sabauda.
Per gli stessi motivi non si possono disconoscere gli interventi di recupero e di restauro effettuati in tempi più recenti, in particolare quelli legati alla galleria, e, in ultimo, quelli per la sistemazione delle sale del piano terreno che sono stati utile riferimento progettuale.
Abbiamo infine cercato di non alterare l’identità tipologica dell’impianto cinquecentesco, valorizzando nel contempo le epoche successive attraverso la conservazione, a volte con operazioni di semplice “copertura” dei decori successivi, mantenendo le stratigrafie esistenti. Tale criterio non è però estensibile a tutta la fabbrica degli Uffizi.
La condizione più diffusa consente interventi non distruttivi di semplice velatura, in altri è necessario, perché più corretto, restituire alle decorazioni la loro brillantezza e spessore originali attraverso interventi di vero restauro pittorico: in tal senso abbiamo operato. In questa logica si è previsto il recupero integrale dell’antico mattonato cinquecentesco, mediante tecniche di restauro, smontaggio e rimontaggio, che saranno descritte in dettaglio successivamente. Il mattonato recuperato sarà ricomposto a formare la pavimentazione di tutti i corridoi del piano primo.
A ciascuna delle categorie individuate il progetto esecutivo ha associato la serie di operazioni elementari di restauro più adatte che vanno dal consolidamento alla rimozione delle tinte sovrapposte, alla pulitura e preconsolidamento della pellicola pittorica, al fissaggio delle decorazioni e al trattamento finale attraverso velature con bianco di calce o al restauro pittorico.
Per gli stessi motivi non si possono disconoscere gli interventi di recupero e di restauro effettuati in tempi più recenti, in particolare quelli legati alla galleria, e, in ultimo, quelli per la sistemazione delle sale del piano terreno che sono stati utile riferimento progettuale.
Abbiamo infine cercato di non alterare l’identità tipologica dell’impianto cinquecentesco, valorizzando nel contempo le epoche successive attraverso la conservazione, a volte con operazioni di semplice “copertura” dei decori successivi, mantenendo le stratigrafie esistenti. Tale criterio non è però estensibile a tutta la fabbrica degli Uffizi.
La condizione più diffusa consente interventi non distruttivi di semplice velatura, in altri è necessario, perché più corretto, restituire alle decorazioni la loro brillantezza e spessore originali attraverso interventi di vero restauro pittorico: in tal senso abbiamo operato. In questa logica si è previsto il recupero integrale dell’antico mattonato cinquecentesco, mediante tecniche di restauro, smontaggio e rimontaggio, che saranno descritte in dettaglio successivamente. Il mattonato recuperato sarà ricomposto a formare la pavimentazione di tutti i corridoi del piano primo.
A ciascuna delle categorie individuate il progetto esecutivo ha associato la serie di operazioni elementari di restauro più adatte che vanno dal consolidamento alla rimozione delle tinte sovrapposte, alla pulitura e preconsolidamento della pellicola pittorica, al fissaggio delle decorazioni e al trattamento finale attraverso velature con bianco di calce o al restauro pittorico.
[dalla relazione generale]
Laboratori di Restauro ed il D.T.A.
Essi occupano i due piani inferiori dell’edificio Magliabechiano, collegati internamente dal montacarichi di servizio e dalla nuova scala. Al piano terra coincidente, con l’interrato degli Uffizi, verranno collocati i laboratori del Dipartimento delle Tecnologie Avanzate, attualmente ospitati nel Palazzo dei Veliti. Ciò consentirà di razionalizzare e facilitare i rapporti con i laboratori per il restauro delle tele e della carta che troveranno nuova sede in questi piani.
Sempre al piano terra saranno espletate le operazioni di restauro così dette “sporche”: la falegnameria, il deposito del legname, la verniciatura, la rintelatura, l’imballaggio e lo sballaggio delle opere in transito, il locale adibito alle indagini radiografiche ed alle riprese fotografiche. Inoltre sono stati ricavati gli spazi per spogliatoi e servizi degli addetti.
Le opere d’arte transiteranno attraverso un ingresso riservato e protetto collegato con il cortile del Palazzo dei Veliti. Sarà realizzato uno scivolo carrabile tra le due rampe di scale esterne esistenti di accesso al piano primo.
A questo piano, per migliorare l’agibilità dei locali dal punto di vista dell’igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro, si rende necessario l’abbassamento del piano di calpestio e l’apertura di nuove e più ampie finestre.
Il piano primo con le caratteristiche architettoniche pregevoli di cui è dotato (notevole altezza interna, soffitto voltato a crociera e illuminazione naturale dai grandi finestroni aperti sulle facciate), ben si presta alle attività di restauro delle tele e della carta.
Il progetto prevede la suddivisione dello spazio in due grandi ambienti e alcuni accessori, quali il deposito blindato per la sosta temporanea delle opere, nonché i servizi igienici del personale.
Gli interventi strutturali sono tesi essenzialmente al consolidamento dell’esistente ed alla ricostruzione di una volta che versa in pessime condizioni statiche.
Tutti gli ambienti che si ricavano all’interno dei due piani, suddivisi con partizioni realizzate in muratura tradizionale, sono intonacati e la pavimentazione prevista è di tipo industriale in resina inattacabile da acidi e solventi.
Tutte le finestre esistenti saranno mantenute e restaurate, è prevista la riverniciatura e la sostituzione dei vetri.
Spogliatoi del personale
Occupano il mezzanino compreso tra il piano terra ed il piano primo e sono organizzati in due gruppi separati, uomini e donne, dimensionati rispettivamente per 100 e 120 addetti nel rispetto delle normative vigenti.
Alle estremità di ogni spogliatoio sono sistemati i gruppi di servizi igienici attrezzati con lavabi e docce.
In corrispondenza con l’accesso dalla nuova scala di servizio posta nel Vicolo dell’Oro è stato organizzato un locale per la pausa degli addetti in adiacenza all’ufficio personale.
La posizione baricentrica degli spogliatoi consentirà un agevole raggiungimento dei vari luoghi di lavoro attraverso le scale della Magistratura, oppure attraverso lo scalone vasariano. La realizzazione di questo gruppo servizi e spogliatoi non necessita interventi particolari, le operazioni di demolizione riguardano i pavimenti ed alcune aperture in breccia per la realizzazione di nuove porte.
Come già accennato poc’anzi, uno dei collegamenti fruibili dal personale del museo è rappresentato dalle quattro scale delle Magistrature che, contemporanee alla fabbrica vasariana, mettevano in relazione le sale di ricevimento del pubblico al piano terra con le zone degli scrivani e degli archivi all’ammezzato e al piano primo. Le scale si dipartono dal piano interrato, le due ultime in direzione dell’Arno raggiungono il piano I°, mentre la prima si conclude al mezzanino e la seconda addirittura al piano terra. L’intervento consiste nel ripristino della loro funzione attraverso il restauro, l’inserimento degli impianti elettrici e limitati inserti a livello dell’interrato.
Gli Uffici nel Palazzo dei Veliti
Gli ultimi due piani del Palazzo dei Veliti sono stati predisposti per accogliere uffici, recuperando la disponibilità anche del terzo finora occupato dai Carabinieri.
L’intervento di progetto consiste inoltre nel miglioramento dei sistemi di collegamento con il resto del complesso museale: è previsto l’inserimento di un ascensore all’interno del vano scala del palazzo, realizzato con struttura portante in metallo rivestita in lastre di bronzo e un nuovo ponte in metallo e vetro che collegherà l’ultimo piano del palazzo con il piano primo degli Uffizi.
Si libereranno le superfici, per quanto possibile, da tramezzi non portanti, così da ottenere un sistema di ampi vani gravitanti intorno ad uno spazio distributivo centrale coperto da un solaio sottotetto dove saranno collocati gli impianti di climatizzazione.
I locali sono stati trattati con sobria compostezza limitando le aggiunte ad una controsoffittatura che contiene dispositivi impiantistici di climatizzazione e illuminazione.
La riorganizzazione dei depositi
I Depositi delle opere rimarranno sulla loro attuale collocazione ai piani ammezzati dell’ala di ponente, mentre si ritireranno dai locali che occupavano al piano primo perché destinati all’ampliamento degli spazi espositivi della Galleria.
Nella riorganizzazione dei Depositi è prioritario l’intervento teso alla protezione delle opere d’arte da eventuali rischi di incendio provenienti dalle zone attigue non adibite a spazi espositivi che di per sé come i Depositi medesimi sono già dotati dei più efficaci sistemi antincendio. In questa direzione il progetto esecutivo prevede l’inserimento di controsoffittature resistenti al fuoco a protezione dei soffitti e la sostituzione dei serramenti che si affacciano internamente sulla corte coperta della nuova scala e sul salone principale del ristorante.
Parte dei Depositi è stata recentemente restaurata; è previsto l’inserimento degli impianti di climatizzazione, elettrici e speciali, il restauro delle pareti, dei soffitti e del pavimento in cotto originario. Il resto della pavimentazione sarà realizzato con cotto di nuova fattura prodotto secondo tecniche artigianali. Nelle zone da ristrutturare si razionalizzerà il sistema di conservazione delle opere: è prevista l’introduzione di pannellature grigliate appendibili al soffitto secondo una maglia strutturale modulare. Essa garantisce la massima libertà nella collocazione delle pannellature e nella capacità di variazione della superficie di affissione.
La riorganizzazione del Gabinetto Fotografico

Sono stati riorganizzati i locali nell’area meridionale dell’archivio destinati alle camere oscure; la camera di posa si è lasciata a tutta altezza mentre negli ambienti laterali si ricaveranno due soppalchi per l’archivio dei negativi.
I soppalchi e la scala per accedervi realizzati in carpenteria metallica in continuità con quelli appena completati nell’area settentrionale del gabinetto dove, oltre la struttura portante in putrelle di ferro, il piano di calpestio è realizzato con lastre di acciaio dello spessore di 12 mm. Le pareti e i soffitti saranno restaurati e così anche i serramenti, per i pavimenti si useranno materiali diversi secondo l’uso dei locali: la parte destinata alla consultazione sarà pavimentata con lastre di pietra serena scalpellinata fine, la sala di posa e le camere oscure avranno una pavimentazione di tipo industriale con finitura a resina inattaccabile dalle sostanze usate in fotografia, mentre il soppalco, adibito ad archivio avrà una pavimentazione in gomma.
Gli Spazi Espositivi

Questo intervento ha investito diverse parti della fabbrica vasariana ed ha affrontato sia il tema della revisione degli spazi espositivi esistenti, sia l’organizzazione di nuovi in ambienti prima utilizzati diversamente o non utilizzati.
Nell’affrontare quest’argomento, il nostro principale riferimento è stato il progetto museologico che la Direzione degli Uffizi ha messo a nostra disposizione e di cui abbiamo condiviso e fatto nostre le scelte.
Ogni sala è dotata di un sistema integrato di supervisione e controllo delle condizioni ambientali e di sicurezza, costituito da apparecchiature specialistiche allocate in “colonne tecnologiche” disposte all’ingresso ed all’uscita della sala.
Lavorando nel pieno rispetto delle forme vasariane le sale sono state dotate di strutture espositive semplici e funzionali che rispettano il linguaggio architettonico e insieme garantiscono il massimo di flessibilità espositiva.
Queste dotazioni riguardano l’inserimento di una barra di servizio in metallo disposta perimetralmente in ogni sala nella quale verranno collocati i sistemi mobili di appendimento dei quadri, i supporti delle guide dei tendaggi scorrevoli e gli apparecchi illuminanti per la luce diffusa.
Solo nelle stanze oggi occupate dal laboratorio di restauro della carta e destinate ad accogliere le opere di autori Tedeschi del ‘400 e del ‘500 e delle Scuole Straniere del ‘500, ‘600 e ‘700 ci si è regolati diversamente.
Per queste parti, non così fortemente storicizzate come il resto dell’impianto vasariano, si è scelto di rifarsi agli interventi novecenteschi operati nelle Sale della Galleria al secondo piano dove prevale l’illuminazione dall’alto attraverso lucernari che, diffondendo la luce in maniera uniforme, permettono una visione naturale delle opere esposte.
Gli unici interventi di tipo strutturale in questi ambienti rimarranno gli eventuali consolidamenti delle strutture murarie da eseguire con tecnologie poco invasive per la salvaguardia di intonaci di pregio e superfici decorate.
Tutte le superfici intonacate di pareti e soffitti voltati subiranno un trattamento di restauro specifico differenziato sulla base dei risultati delle campagne di saggi effettuati.
In alcune sale dell’ala di ponente del primo piano le pareti presentano decorazioni di un certo pregio che, in accordo con la Soprintendenza, si è deciso di conservare. Su queste pareti si procederà tramite un intelaggio che proteggerà l’apparato decorativo; esso potrà essere eventualmente riscoperto senza nessun tipo di danno.
Per queste lavorazioni si usano materiali ampiamente testati e idonei al restauro, l’intelaggio si eseguirà con “tela Calicot” sfibrata (nota anche con il nome di “cencio di nonna” ed usata abitualmente per il distacco degli affreschi) ed applicata con resine reversibili all’acqua.
Nella stessa ala di ponente le volte di due stanze conservano tuttora dipinti a tempera riconducibili all’opera di Luigi Ademollo, rappresentanti l’una decorazioni bacchiche e floreali, l’altra scene bibliche della “Vita di Tobia”. Questi apparati pittorici sono da sottoporre a restauro pittorico, da eseguire con tecniche moderne e materiali di assoluta e comprovata efficacia. In ogni stanza, a prescindere dal trattamento conservativo o di restauro adottato, le superfici di volte e pareti (ad esclusione di quelle dipinte) sono sottoposte ad un trattamento finale a calce in modo da rendere omogenei tutti gli ambienti espositivi.
Anche le finestre saranno restaurate usando materiali e tecniche di intervento appropriati. In particolare quelle prospicienti il piazzale saranno ridipinte con il colore testa di moro che le contraddistingue, saranno sostituiti i vetri e revisionata la parte di falegnameria e ferratura.
Al secondo piano dell’attuale galleria nuove scelte di ordine museologico e soprattutto la necessità di migliorare il confort ambientale impongono un diverso allestimento per la Sala Botticelli e l’inserimento di adeguate dotazioni impiantistiche nella stessa.
Nel resto del secondo piano si realizzeranno soltanto opere di adeguamento impiantistico e di manutenzione.
In particolare si prevede un potenziamento dei sistemi di aerazione e di condizionamento nelle prime sale dell’ala di levante dove, modificando gli attuali controsoffitti, verranno implementate le immissioni di aria trattata.
E’ previsto il miglioramento del sistema d’illuminazione della Tribuna attraverso l’uso di fibre ottiche sistemate sulla lanterna del soffitto a cupola.
Le opere esposte al suo interno saranno visibili soltanto dai tre accessi a questa sala che peraltro verrà interdetta ai visitatori.
Questa chiusura comporta la riorganizzazione in quel tratto del percorso museale. A questo scopo sono previste la riapertura di una porta tra la Sala “Leonardo” e la Saletta delle Miniature. Alle restanti salette del nucleo più antico della galleria si accederà ora attraverso un nuovo ingresso dal Primo Corridoio che avrà le caratteristiche dimensionali e formali di quelli già esistenti. Nelle sale dell’ala di levante ad esclusione della Sala “Lippi” e “Leonardo” e in tutti i Corridoi monumentali verrà potenziato l’impianto d’illuminazione artificiale.
Tutti i pavimenti del secondo piano verranno lucidati e tutte le pareti interessate dai lavori tinteggiate.
Le sale del piano terreno dell’ala di levante con ingresso dal portico oggi inutilizzate saranno destinate ad esposizione degli arazzi, quelle prospicienti il Vicolo dell’Oro a deposito degli stessi.
In una delle sale, successivamente all’impianto originario, fu costruita una parete divisoria che ne riduce lo spazio e la lettura completa del soffitto voltato, la cui continuità è stata verificata dai saggi eseguiti.
Il progetto prevede l’abbattimento di questa parete per il recupero delle armoniose dimensioni della sala.
L’intervento, particolarmente delicato dal punto di vista strutturale prevede la cerchiatura e il sostegno della parete al piano superiore attraverso una coppia di travi reticolari che, opportunamente solidali alla parete stessa, ne scaricheranno i pesi sulle pareti ad essa ortogonali.
Questo intervento sarà sottolineato dal garbato inserimento di contropareti in cartongesso dal chiaro linguaggio moderno. Questo rivestimento, che dal pavimento raggiungerà l’imposta del soffitto voltato a botte, servirà a mascherare le nuove travature.
Nelle sale dell’ala di ponente che dalla scala buontalentiana si estendono fino al Lungarno verranno completati i restauri. I nuovi spazi espositivi ospiteranno l’Antiquarium, parte della Statuaria della Loggia e opere di Scultura Moderna.
Il progetto dei Nuovi Uffizi 







